La Tiflologia ed i suoi ambiti di studio


Foto di Dominique Archambault

Il termine tiflologia è composto dalle parole tiflos (dal greco typhlós “cieco”) e -logia (dal greco -lógos “parola”), e compare nella lingua italiana verso la metà degli anni ’40 stando ad indicare, inizialmente, la disciplina che studia le condizioni e le problematiche dei ciechi, specie in rapporto al loro inserimento nel mondo del lavoro.

A partire dalla seconda metà degli anni ’80, la definizione di tiflologia si estende anche allo studio delle condizioni e delle problematiche di persone ipovedenti. Nel contempo, oltre alla sfera lavorativa, questa disciplina inizia ad occuparsi anche di altri settori della vita quotidiana che, negli anni, hanno acquisito un’importanza sempre più rilevante come, ad esempio, lo studio, il tempo libero e la mobilità.

Gli ambiti di studio della tiflologia, ad oggi, si suddividono in due principali settori: la tiflotecnica e la tiflodidattica.

Compito della tiflotecnica è studiare la creazione e l’impiego di ausili (hardware e software) che suppliscano al deficit visivo mediante l’utilizzo di altri canali sensoriali, in modo da consentire l’accesso all’informazione o svolgere una determinata attività. Un valido esempio è la lettura attraverso sintesi vocale, grazie alla quale, la persona con disabilità visiva, ha accesso ad un testo (normalmente fruibile attraverso la vista) grazie ad un ausilio che gli consente di leggerlo per mezzo dell’ascolto.  La tiflotecnica, però, non si occupa soltanto di accesso all’informazione, ma studia anche soluzioni per far fronte a diverse problematiche che i soggetti ciechi e ipovedenti possono incontrare nelle più comuni azioni della vita quotidiana: strumenti da cucina, termometri e telefoni ai quali viene applicata una sintesi vocale, orologi tattili, bastoni bianchi per la mobilità, ecc.

Compito della tiflodidattica, invece, è studiare e risolvere le problematiche educative derivanti dalla disabilità visiva, con particolare riferimento alla sfera scolastica, attraverso un’analisi dei limiti e delle potenzialità del soggetto e il conseguente impiego di ausili e strumenti educativi compensativi e sostitutivi.

 

Dott.ssa Chiara Testi