Games of thrones: un racconto sistemico semiserio. Parte prima


Premessa

Questo articolo è rivolto innanzitutto agli appassionati di Games of throne (GOT) perché spiegarne i riferimenti e i personaggi è impossibile senza una lettura o meglio una visione della serie tv HBO. L’intento è semiserio ovvero applicare la visione sistemica relazionale ad un racconto fantasy che, dal punto di vista sistemico, di fantasy ha ben poco, senza ovviamente alcun intento né scientifico né didattico, ma di puro intrattenimento.

Non si sentano esclusi i non-GOT che però, se incuriositi, possono provare a vedere almeno alcune puntate.

“Winter is coming!” L’influenza dei Miti e Riti della famiglia Stark nella personalità di John Snow

Ogni famiglia è portatrice di un Mito familiare a cui fa riferimento: quello ufficiale degli Stark è “L’inverno sta arrivando!” ovvero, preparati al peggio con onore. In vari episodi, il riferimento principale del Lord di Grande Inverno riguarda due elementi valoriali:

lo spirito di solidarietà e unione di tutte le Casate del Nord ed il senso dell’onore e della lealtà. Una delle metafore utilizzate riguarda la vita del lupo (simbolo della casata): “il lupo solitario in inverno muore, il lupo nel branco in inverno sopravvive!”.

L’onore e la lealtà sono, invece, un legame più sotterraneo che lega le varie casate del nord (“Il Nord non dimentica”!) rendendole orgogliose di appartenere ad una terra vasta ma anche aspra, esaltando gli aspetti di resilienza del popolo di questo regno.

Tuttavia, già a partire dalla famiglia Stark si notano varie discrepanze: il retto Lord Ned Stark vive un conflitto sottaciuto con la moglie perché nei primi anni di matrimonio si presenta al castello con un bambino, presentato come suo figlio illeggittimo: John Snow! Ad aggravare la cosa, Ned si rifiuta di rivelare la madre del bambino né le circostanze in cui il fatto è avvenuto.

La moglie, che già aveva partorito un figlio maschio, legittimo erede della casata, vive questo tradimento come un grave disonore (che la umilia in pubblico) e come una grave slealtà. A pagarne le conseguenze sarà l’incolpevole John Snow, amato dai fratelli, osservato con attenzione dal padre, odiato visceralmente dalla matrigna che non può guardarlo senza sentirsi bruciare di rabbia per l’umiliazione. Nelle serate ufficiali John siederà sempre nella stanza principale ma ai margini, insieme al “protetto” Theon  (ostaggio di una casata sconfitta).

E’ in questo contesto ambiguo, tanto nutritivo quanto traumatico, che si forma la personalità di uno dei principali personaggi della serie.

La posizione marginale di John Snow lo porterà a cercare riscatto fuori dalla famiglia nel posto più sperduto e pericoloso del Nord: la Barriera (the wall) che si trova all’estremo confine nord dei sette regni, nel punto di confine (Borderline) tra il regno degli uomini e gli “estranei”.

In effetti, l’adolescenza di John è tipica di una personalità estrema: combatte con abilità e coraggio, ma all’inizio fatica a farsi accettare dagli “uomini in nero”, i guardiani della barriera, per l’eccesso di orgoglio e l’eccessiva permalosità.

Come spesso succede, fraternizza con un altro escluso dalla propria famiglia, Samwell Tarly, a causa del suo eccesso di peso e della mancanza di spirito guerriero. Due cuccioli resilienti che si proteggono a vicenda. Sam giocherà un ruolo fondamentale nel riequilibrare il carattere eccessivo di John.

 

Sul piano della costruzione della personalità di John Snow notiamo bene alcuni dei criteri tipici dell’approccio relazionale: il segreto familiare sulle sue origini, la marginalizzazione da parte di uno dei genitori, il conflitto implicito tra fratelli, l’ammirazione ambivalente verso il padre (amato e odiato insieme). John assorbe i valori della casa Stark fino ad accettare di ripetere i loro tipici errori politici che hanno portato alla rovina sia Ned, che il successore Rob, entrambi traditi. Anche John sarà tradito mortalmente.  Tuttavia, porta come una ferita la non accettazione incondizionata da parte del padre e il peso del segreto mai rivelato, vissuto come mancanza di fiducia.

Potrebbe diventare un bordeline invece ha sufficiente nutrimento affettivo per creare legami solidi.

Le varie vicende lo porteranno a sentirsi sempre più leale al sistema di valori del padre, tanto che nel dialogo con Theon (che al contrario svilupperà comportamenti tipici dei narcisisti grandiosi) gli risponderà con grande saggezza. Theon, ormai depresso e privo di fiducia in sè a causa dei disastri combinati ammette di essere dilaniato dal conflitto di lealtà tra gli Stark e i Greyjoy; John, che ha ormai superato lo stesso dilemma, lo invita a guardarsi dentro e ad onorare entrambi i suoi padri: “Sei sia un Greyjoy che uno Stark, lo sei sempre stato, onorali entrambi!”.

Con un vero controparadosso, lo aiuta a superare il suo problema di appartenenza, tanto che Theon troverà il coraggio di affrontare il capo dei suoi soldati e riconquistare la sua dignità.

Dott. Roberto Troisi