Disturbi del sonno


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Insonnia

Quando la vita è dinamica, attiva, le richieste di performance sul lavoro sono elevate, le cose da fare a casa e in famiglia sono tante, il recupero delle energie attraverso il sonno può risultare non automatico o francamente disturbato.

L’insonnia rappresenta un problema molto frequente ed è caratteristico di tutte le fasce d’età. Solitamente causa un peggioramento della qualità della vita e si correla a modificazioni dell’umore tra cui irritabilità, agitazione, ansia, stanchezza durante il giorno, difficoltà di concentrazione e di memorizzazione possono portare ad uno peggioramento delle prestazioni lavorative e a difficoltà nelle relazioni. A tutto ciò si lega la paura che tale condizione di malessere, una volta instauratasi, diventi cronica e immodificabile. Proprio questa paura e i pensieri ad essa collegata fanno sì che tale problematica continui a sussistere e si auto-alimenti.

Esistono diversi tipi di insonnia:

  • insonnia iniziale: la difficoltà ad addormentarsi dovuta a un eccessivo senso di tensione fisica o a rimuginio di pensieri e preoccupazioni;
  • insonnia di mantenimento: ripetuti risvegli nel corso della notte;
  • insonnia terminale: risveglio al mattino molto presto senza riuscire a riprendere sonno.

Le strategie che solitamente vengono messe in atto per ovviare a tale problematica (come andare a letto prima o alzarsi più tardi) risultano inefficaci e portano solo ad aumentare l’insonnia e l’ansia che questa genera. Importante quindi risulta affrontare tale problematica con una terapia che possa fornire strategie adeguate e restituire il senso del proprio malessere.

Ipocondria

Consiste in una preoccupazione legata alla paura o alla convinzione di avere una malattia grave basata sull’erronea interpretazione dei sintomi somatici. Tale preoccupazione tende a persistere nonostante le rassicurazioni mediche appropriate causando un disagio significativo e la compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti per il soggetto.  Colpisce nella stessa misura uomini e donne e può svilupparsi in un qualunque momento della vita, frequentemente nella fase di passaggio dall’adolescenza all’età adulta o verso i 40-50 anni, determinando un serio scadimento della qualità di vita.

Somatizzazioni

Sono problemi organico realmente esperitivche però non hanno origine nella zona a cui i sintomi sono riferiti (ad esempio intestino, stomaco, collo) bensì dal sistema nervoso.
Si può parlare di somatizzazione solo dopo che gli accertamenti medici e organici abbiano dato esito negativo; solo allora possiamo attribuire tali sintomi ad una sofferenza emotiva e psicologica a cui spesso si associa una condizione di ansia o depressione.
Fondamentale, per la risoluzione del sintomo organico segnalato, risulta essere la ricerca e la comprensione del significato emotivo e psicologico ad esso associato.

Dismorfismo corporeo

La persona che soffre di dismorfofobia è costantemente preoccupata del suo aspetto fisico per un difetto supposto o per una piccola anomalia fisica alla quale si dà un’importanza eccessiva.  Questo può portare la persona a condotte di evitamento sociale che nei casi più gravi si configurano in una vera e propria fobia sociale. La persona sente il proprio corpo come uno stigma, si sente insicura e inadeguata e evita di interagire con il proprio contesto anche quando questo è supportivo e cerca di convincere il soggetto che i difetti fisici non sono presenti o invalidanti.